Terlizzi: "Un gruppo unito e ambizioso dà forza per ogni sacrificio"

Tempo di resettare tutto, godersi la grande cavalcata della passata stagione e iniziare a pensare ai prossimi obiettivi. Gaetano Terlizzi è stato uno dei grandi protagonisti della promozione in casa Triggiano e, con costanza e disciplina, si è tolto anche qualche soddisfazione personale. Noi della redazione di IamCalcio Bari abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con il terzino, originario di Barletta, per scoprire il dietro le quinte del calciatore: dalla preparazione delle partite fino alla quotidianità.
Una grande stagione a livello individuale e, soprattutto, collettivo. Vorrei soffermarmi su un dato: hai saltato solo la trasferta di Molfetta in campionato. Qual è la quotidianità di Gaetano Terlizzi tra lavoro e allenamento? Ci vuole in primis tanta disciplina.
Sì, ho saltato solo una partita; per il resto del campionato ho giocato sempre dal primo minuto fino al novantesimo e credo di essere l'elemento con più minuti nelle gambe. Spero di aver ripagato la fiducia di tutti con le mie prestazioni: per arrivare a questo livello, la disciplina è sicuramente la base di tutto. La mia giornata è scandita da impegni lavorativi e allenamenti, quindi serve molta organizzazione per riuscire a conciliare ogni cosa. Cerco sempre di gestire al meglio il tempo a disposizione; non è semplice, ma quando c'è passione per quello che fai e hai un obiettivo da raggiungere, i sacrifici pesano meno. Alla fine, questi sforzi hanno dato i loro frutti, quindi va bene così.
Oltre al tuo ruolo naturale di terzino destro, alle volte per necessità hai ricoperto anche la zona centrale della difesa. Ti è capitato anche nelle precedenti esperienze oppure è stata una novità? Tuttavia, ti chiedo se può essere, secondo te, il ruolo in grado di allungarti la carriera?
In passato mi era già capitato di giocare da centrale in alcune circostanze, quindi non è stata una novità assoluta. Chiaramente il ruolo di terzino resta quello in cui mi sento più naturale, ma giocare al centro richiede caratteristiche diverse e credo di essermi adattato bene. Per quanto riguarda il futuro, potrebbe sicuramente essere una soluzione per allungare la carriera, perché richiede meno corse lunghe rispetto alla fascia e valorizza maggiormente esperienza, letture e posizionamento.
Le prestazioni difensive quest’anno sono state un crescendo. Se dovessi indicarmi un momento o una partita in cui pensi che sia arrivata l’intesa giusta con i compagni di reparto, quale indicheresti?
Credo che l’intesa non sia arrivata in un momento preciso, ma sia stata costruita settimana dopo settimana attraverso il lavoro in allenamento. Se devo scegliere una partita, direi quella in cui abbiamo avuto la sensazione di difendere da squadra vera, forse a Manfredonia. Da lì abbiamo acquisito maggiore consapevolezza nei nostri mezzi e abbiamo iniziato a trovare continuità nelle prestazioni.
Collegandomi alla prima domanda e ponendo l’attenzione sulla parola “disciplina” — e te lo dico perché non è semplice fare tanti chilometri Barletta-Triggiano per gli allenamenti e le partite — qual è stata la motivazione professionale alla base di tutto?
La motivazione principale è stata la voglia di rispettare l’impegno preso con la società, i compagni e me stesso. Quando inizi una stagione hai delle responsabilità e io ho sempre cercato di essere presente e dare il mio contributo. Fare tanti chilometri non è semplice, soprattutto dopo una giornata di lavoro, ma sapere di far parte di un gruppo unito e ambizioso mi ha dato la forza di affrontare ogni sacrificio. Alla fine, i risultati ottenuti hanno ripagato tutti gli sforzi fatti durante l’anno.
