Bari, ora un solo motto: Sostenibilità, progettualità e serietà - I AM CALCIO BARI

Bari, ora un solo motto: Sostenibilità, progettualità e serietà

Bari, stadio San Nicola
Bari, stadio San Nicola
BariSerie C

Ci sono voluti giorni per metabolizzare una delle catastrofi sportive recenti del Bari e, forse, ce ne vorranno molti altri; almeno fino a quando non si farà chiarezza in modo definitivo. Vorremmo però analizzare le parole espresse dal tecnico del Südtirol, Fabrizio Castori, allenatore di lunga data di questo sport, che a fine partita ai microfoni ha dichiarato: "Salvezza meritata, se Adamonis non fa un miracolo noi siamo retrocessi". Il mister marchigiano si riferisce al colpo di reni del suo portiere sul tiro, quasi d'istinto, di Gytkjær.

È giusto, quindi, analizzare ciò che si è visto in campo. In una partita le occasioni ci saranno sempre, anche in quelle più opache (ci verrebbe da pensare, ad esempio, a quella di Piscopo). Tuttavia, il campo ha decretato un solo verdetto: il Südtirol, davanti alla sua gente, ha giocato una partita come se fosse la squadra che doveva ribaltare il risultato. Pressione alta, attenzione massima nella gestione del pallone e, in fase difensiva, bravura nel non concedere occasioni nitide. Il Bari, di contro, ha messo in campo la solita prestazione sottotono, priva di idee, di iniziative e di verve agonistica, a dispetto di un settore ospiti gremito.

La salvezza per la squadra altoatesina è stata meritata, anzi meritatissima per quello che si è visto in campo; per il Bari, la retrocessione è stata allo stesso modo meritata e, ci verrebbe da dire, giusta. Al fischio finale, ma anche nelle ore a seguire, non c'è stata alcuna dichiarazione da parte dei vertici della società. Nel calcio si vince e si perde, ma ci sono modi e modi di perdere una stagione. Può essere definita sfortunata quando ce la metti tutta, ma non la si può descrivere così quando in campo non si nota nemmeno un briciolo di volontà di salvare la categoria — un obiettivo e un contesto inimmaginabili a inizio stagione. Da salvare c'è pochissimo e, ripetiamo, è giusto così quando mancano programmazione e progettualità, considerando i tanti pareri espressi da più parti. La preoccupazione, adesso, risiede nell'interrogativo attorno al futuro di questa società. Affrontare queste situazioni come se non fossero gravissime sotto il profilo sportivo porta a pensare che anche l'anno prossimo ci si debba attendere un campionato anonimo, in un girone complesso e combattuto come il girone C della terza serie del nostro calcio.

Sostenibilità, progettualità e serietà. Questo deve essere il motto stampato nella mente di tutti coloro che resteranno e di tutti coloro che arriveranno. Non si risale dall'abisso della Serie C solo con il nome; di questo passo, il rischio è di compromettere persino questa categoria. Toccherà rimboccarsi le maniche, lavorare ed essere trasparenti davanti a una tifoseria che ormai prova amore solo per la maglia ed è aggrappata ai ricordi di un Bari che fu. Sostenibilità, progettualità e serietà sono sinonimi di rispetto. La speranza è che si possa ripartire da qui perché, alla fin fine, il lavoro paga sempre: è una legge della vita.

Agostino D'Angelo

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