Nicky Pepe: "L'unione fa la forza e questa società lo dimostra"

Dopo trentotto anni il Triggiano Calcio torna nel campionato di Promozione. Una stagione lunghissima, entusiasmante conclusasi nel migliore dei modi, davanti al proprio pubblico in un Principe di Piemonte gremito per la finale playoff con il Passion Sport Manfredonia. La redazione di IamCalcio Bari ha incontrato uno dei protagonisti della dirigenza biancoceleste, Nicky Pepe, che ci ha raccontato il suo punto di vista e le emozioni personali vissute da inizio campionato.
La stagione è stata letteralmente un film: dalla prima giornata sul campo dell'Ideale Bari fino allo spareggio promozione con i biancorossi, dopo un campionato chiuso a 55 punti in classifica. L'ultima chiamata è stata domenica 17 maggio, con la finale playoff contro il Passion Sport Manfredonia: una data destinata a restare nella storia. Come la definiresti questa annata sportiva e che valore ha per te, che sei triggianese?
Come hai detto tu è facile definirla da film, sai quei film di inizio anni 2000 in cui la squadra appena nata per conquistare un sogno affronta giganti della categoria? Iniziò così poi lo slancio e il finale col momento drammatico prima della realizzazione del sogno. Sembra un copione scritto in effetti ma è stato bellissimo viverlo da dirigente e da triggianese. Per troppi anni questo paese non aveva avuto i giusti stimoli, sono contento di aver contribuito a riportarli.
Se dovessi chiederti i tre momenti più belli del campionato, quelli che porterai sempre nel cuore e nella mente, quali sarebbero?
Difficile scegliere solo tre momenti, se mi metto a pensare a tutta la stagione appena trascorsa. Sicuramente il primo che mi viene in mente è la vittoria per 3-0 in casa contro l’ideale. Lo stadio era letteralmente una bolgia, raggiungere la prima posizione per la prima volta per uno emotivo come me sono state lacrime facili. Come secondo momento ti dico il pareggio a Manfredonia, siamo tornati lì per concludere il secondo tempo della gara precedentemente sospesa, eravamo in 10 e dopo pochi minuti addirittura in 9. Abbiamo mantenuto il campo e la concentrazione abbiamo portato via un punto preziosissimo ed è lì che siamo diventati squadra. Come terzo momento ti dico la partita a Bitetto, venivamo da un momento davvero difficile ed io personalmente ero molto sconsolato per quello che era successo nelle settimane precedenti dentro e fuori dal campo ma i ragazzi hanno tirato fuori una prestazione non da poco vincendo una grande gara e dando un’iniezione di fiducia a tutto l’ambiente.
La partecipazione del popolo triggianese è stata emozionante: è stata in grado di riempire un intero settore a Bisceglie e di creare una bolgia ogni domenica al Principe di Piemonte. Cosa sente di dire Nicky Pepe ai triggianesi che hanno accompagnato la squadra ogni domenica, spingendosi anche a San Giovanni Rotondo per la trasferta più distante?
Un grazie sarebbe davvero troppo poco, ci hanno fatto vivere emozioni uniche con il loro sostegno ed il loro impegno. Penso a tutte le coreografie alle trasferte ostiche e lontane che hanno sostenuto, sono stati commoventi. E poi personalmente vedere i ragazzini ogni domenica sugli spalti a tifare per il Triggiano vestiti con i nostri colori è stato qualcosa di meraviglioso.
In due anni i passi in avanti sono stati enormi: due semifinali di Coppa Puglia consecutive, 55 punti in campionato, la finale promozione in campo neutro e l'accesso ai playoff. Quali potrebbero essere, secondo te, i prossimi step per mantenere il progetto solido? In questi due anni il valore umano è stato determinante: una società costruita da persone che conoscono questo sport.
Si può dire che abbiamo fatto la storia di questo paese, solo a pensare di esserne parte mi vengono i brividi. È vero il fattore umano è stato determinante, ognuno ha portato qualcosa di proprio in questa società e penso di poter dire che l’uno abbia imparato qualcosa dall’altro. Io sicuramente ho imparato tanto da tutti. Per i prossimi step credo che possiamo solo continuare a lavorare sodo tutti, ognuno nel proprio ruolo e con le proprie capacità. L’unione fa la forza e credo che questa dirigenza ne sia la dimostrazione.
