Bari, con Cianci riparte il trenino. Una storia che dura dal 1994 - I AM CALCIO BARI

Bari, con Cianci riparte il trenino. Una storia che dura dal 1994

Cianci e il trenino, pagina FB SSC Bari
Cianci e il trenino, pagina FB SSC Bari
ItaliaSerie C Girone C

Sono passati la bellezza di 9652 giorni tra il primo treninosfoderato da Francesco Pedone e l’ultimo rispolverato da Pietro Cianci. Nel mezzo più di 25 anni di storia del calcio biancorosso, tra alcune gioie e tanti dolori, ma sempre conditi da una passione irrefrenabile. Così quando nel derby con il Foggia, vinto per 1-0, proprio grazie alla rete di un barese doc come Cianci, rivedere al San Nicola quella esultanza ha scosso tutti i cuori dei tifosi biancorossi. La storia della tipica esultanza del Bari, che ha segnato il calcio italiano degli anni Novanta, inizia nel 1994 quando il Bari di Matarrese, con Materazzi in panchina, acquista l’attaccante Miguel Angel Guerrero Paz, meglio conosciuto come Guerrero. Il colombiano porta nel capoluogo pugliese una particolare esultanza che lui e sui compagni utilizzavano a Barranquilla. Tutti in ginocchio, un calciatore dietro l’altro: in testa al trenino l’autore del gol, poi gli altri compagni con le mani afferrano le caviglie del compagno che è davanti e in un moto sincronizzato si prosegue verso la bandierina del calcio d’angolo. La prima volta, però, non fu Guerrero il locomotore, ma Pedone, autore della seconda rete che consentì al Bari di battere il Padova. Ma a portare a conoscenza di questa particolare esultanza l’Italia intera fu la vittoria del Bari alla “Scala” del calcio: Inter uno Bari due con reti di Guerrero e Tovaglieri. Da quel momento in poi, il “trenino” è un marchio di fabbrica di quasi tutte le reti del Bari e forse diventa tra le esultanze più singolari ed imitate di sempre. Nella storia calcistica del Bari, dopo gli anni Novanta, il trenino viene di tanto in tanto rispolverato. Ne sono promotori i vari Ventola, Barreto e Caputo, in anni ed epoche differenti.

Ma ogni qual volta il trenino torna a correre sull’erbetta verde del San Nicola i cuori dei tifosi sussultano. Anche molti calciatori baresi di nascita e fede spesso utilizzano l’esultanza del trenino in particolari momenti. Come Nicola Strambelli che da barese, con la maglia della Fidelis Andria e del Matera fa il trenino al “Via del Mare” ogni qual volta mette la palla nella porta del Lecce .Ma uno dei “trenini” più visti è forse quello del derby della Capitale. Capotreno? Un ex Bari, uno che ancora oggi ha il sangue biancorosso: Igor Protti. Dopo l’anno da capocannoniere della Serie A, Protti passa alla Lazio. Nel derby Zoff (subentrato in corsa a Zeman) lo butta dentro al posto di Signori, lo “Zar” lo ripaga con il gol del pareggio al 92’ festeggiato con il trenino del Bari. Fino ad arriva all’ultimo “viaggio” del trenino, il più recente, quello di Cianci contro il Foggia. L’attaccante del Bari, al suo terzo gol di fila in altrettante presenze con la maglia biancorossa, con i suoi in inferiorità numerica s’incarica di un calcio di punizione che trasforma nel gol partita. Lui, barese di Bari Vecchia, dall’alto deisuoi 195 centimetri, va giù, si mette in ginocchio e fa partire, anzi ripartire il trenino. Ora i tifosi del Bari sperano che quel trenino sifermi solo dopo la promozione in Serie B, anche se questa, visto il cammino della Ternana, dovrà passare dai playoff.

Antonio Mutasci

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